Passato prossimo.

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Da quando il Movimento 5 Stelle è in Parlamento, ho notato un notevole aumento delle somiglianze fra quella che dovrebbe essere l’Aula dove la volontà del popolo viene espressa e il bar sotto casa, nei giorni peggiori.

Risulta abbastanza avvilente, almeno per me, il rendermi conto che spesso il dibattito parlamentare mi interessa sempre più come comica, alla stregua dei film di Leslie Nielsen.

Questo articolo nasce come piccolo “aiuto” alla memoria, contro quelli che vanno farneticando di governi imposti dall’estero, o sciocchezze simili.

Ma andiamo con ordine.

Atto Primo – Il discorso di Conte

Il 20 agosto, alle 3 di un assolato pomeriggio romano, il nostro presunto premier Conte ha notato un prurito nella zona del collo.

Preoccupato, Conte comincia a pensare, a supporre:

Sarà mica un tumore? Una ciste…oppure…oh no! Mi è caduto il collare esplosivo!

Dopo l’iniziale disperazione però, Conte realizzò che gli piaceva non avere più mezzo chilo di tritolo intorno al collo e collegato a un detonatore in mano a Salvini.

Conte allora pensò:

Ma…quindi ora posso parlare e dire quello che penso? Quello che penso veramente?

Certo, c’era ancora l’impianto cerebrale della Casaleggio&Associati, programmato per rilasciare acido solforico al primo segno di dissenso, ma è sempre meglio avere un burattinaio solo invece che due.

E così partì il J’accuse.

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Al che, una qualunque persona che non abbia del cemento armato sugli occhi e del guano nel cervello potrebbe dire:

Ma tu, finora, dove stavi?

Va bene tutto, ci stanno le critiche a Salvini, vista la bestiale inefficacia del suo dicastero e la ridicola arroganza che contraddistingue il personaggio, incapace persino di stare fermo durante un discorso altrui senza gesticolare come un babbuino sotto LSD, ma tu Conte stavi al governo con lui.

Anzi, eri il Presidente del Consiglio, quello che in teoria dovrebbe dare l’indirizzo politico al governo, e hai difeso, avallato e confermato le più scriteriate misure del parafascista che ora attacchi.

Per carità, meglio tardi che mai, ma fare la verginella adesso sa di paraculaggine, non di ravvedimento.

Atto secondo: Il delirio

E quindi la maggioranza parlamentare non c’è più.

Panico.

Soprattutto nelle fila del Movimento 5 Stelle, che più di tutti ha da perdere da eventuali elezioni anticipate.

Qui cominciano i contatti col PD, più o meno sottobanco, da parte di gente che sa benissimo di non avere la benché minima chance di occupare un posto come quello che occupa adesso, con annesse prebende, emolumenti e privilegi, tipo Di Maio.

Mentre PD e 5 Stelle “dialogano” però, le altre forze politiche non stanno mica a guardare.

Matteo “l’affoganegri” Salvini subito ha cominciato a premere perché vi fossero elezioni anticipate, però non ha capito una cosa.

Non comanda lui.

In Italia, per fortuna e grazie ai nostri padri costituenti, non è il Ministro dell’Interno a decidere cosa fare se un governo perde la maggioranza parlamentare.

Mi rendo conto che per Matteo “Ducetto” Salvini sia un’idea inconcepibile, ma è così.

E infatti Mattarella, Presidente della Repubblica, ha deciso di ascoltare i vari gruppi parlamentari per vedere se fosse stato possibile creare una maggioranza alternativa a quella precedente, come prevede la Costituzione.

Con un tono che definire da padre scocciato è dir poco (e vorrei vedere), Mattarella ha giustamente dato il tempo ai vari gruppi parlamentari e relative forze politiche di accordarsi, dando quello che si chiama “mandato esplorativo” al dimissionario Presidente del Consiglio Conte.

“Mo ve lo buco ‘sto pallone”

Comincia così il teatro.

Atto terzo: La commedia

Parte la sequela squallida, ma profondamente divertente se la si guarda con distacco, di dichiarazioni dei vari capi partito e capigruppo, essenzialmente all’insegna di due possibilità.

“Votamo suBBito che c’ho da affondà dù barconi” è la linea della lady Meloni, rinomata educanda e aristocratica romana, le cui buone maniere sono note al popolo.

Questa linea è condivisa, circa, dalla parodia di centro destra che abbiamo in Italia, con varie intensità.

La Lega appoggia questa idea, solleticata dall’idea di avere sempre maggior potere, mentre Fratelli d’Italia ne sarebbe comunque felice anche se in risultasse in posizione minoritaria, visto che di fare politica vera non gliene frega nulla, e si accontentano di sputare odio contro gli extracomunitari.

Forza Italia dal canto suo è più tiepida nel sostenere questa idea, perché già una volta Salvini li ha traditi per andarsene coi Cinque Stelle, e di ritrovarsi in braghe di tela per due legislature di fila Berlusconi non ne ha voglia.

Ma la sinistra che fa?

Purtroppo, anche se messa meglio della destra moderata (che in Italia non esiste più da un pezzo), anche la sinistra tanto bene non sta.

Il PD, uno dei partiti più rissosi mai visti in Italia, è così inetto dal non avere una posizione unica sul cosa fare.

Renzi vuole l’alleanza coi pentastellati, Zingaretti non sa cosa fare, Calenda è per il “ni”, insomma regna l’ambiguità e sostanzialmente il caos.

Alla fine però, di comune accordo (sofferto accordo, aggiungo io) con LeU e altre forze minori come +Europa, si delinea la seconda posizione in lizza, e cioè “Meglio allearsi che sennò questi vanno al voto e ci infliggono misure da ventennio”.

Eh si, perché Salvini non solo ha fatto un’idiozia a far cadere il governo, ma è stato così aggressivo e plateale nelle sue tendenze autoritarie alla Orban da terrorizzare tutti i suoi avversari, i quali si sono coalizzati per arginarlo.

E per fortuna, aggiungo io.

Badate bene, non si tratta di “manovre di palazzo”, espressione che tanto piace a Salvini versione complottista, e che da a intendere qualcosa di illegale, nascosto o occulto.

Si tratta di normalissima politica, ed è ovvio che se agisci come un pazzo che non fa mistero di volere il potere assoluto, la gente che non è fascista come te tende a coalizzarsi contro di te.

Atto quarto: L’epilogo

Com’era prevedibile, alla fine una maggioranza alternativa s’è trovata lo stesso, senza andare a votare.

Movimento 5 Stelle e PD, il primo avvalendosi di una falsissima votazione su Rousseau e il secondo turandosi il naso, si sono alleati e la legislatura che ne nasce si preannuncia…frizzante, a dir poco.

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