Venghino signore e signori!

pubblicato in: ARMI, PRIMO PIANO | 0
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Come in tutte le attività umane, anche nel campo degli armamenti c’è chi cerca di fregare il prossimo.

Un pò come quelli che cercano di vendervi degli impresentabili copie dell’ultimo Iphone agli angoli della strada, negli ultimi anni più di qualche volta c’è stato chi ha tentato di far credere al mondo di aver prodotto incredibili nuovi sistemi d’arma, spesso venendo smascherato in tempi record, grazie a internet o alla stampa specializzata (o anche grazie a un minimo di buon senso).

Dalle scorciatoie per rendere stealth ogni aereo, a brutte copie di Iron Man, ecco una piccola lista non esaustiva di sistemi d’arma fantastici solo sulla carta, e certe vole nemmeno su quella.

Il mercurio rosso

Nei tardi anni ’80, con lo sfacelo del blocco sovietico, sia la Russia che gli Stati Uniti e i loro alleati NATO, erano comprensibilmente preoccupati che dei terroristi o stati “canaglia” potessero entrare in possesso di materiale fissile per costruire armi nucleari, o le cosiddette “bombe sporche”, esplosivi pensati non per causare un’esplosione nucleare vera e propria, ma per spargere materiale radioattivo nell’ambiente.

Un’idea che venne in mente al KGB fu quella di usare un’esca.

L’esca doveva essere appetibile, credibile, e a buon mercato, cosicché anche il più scalcinato dei terroristi potesse esporsi cercando di comprarla.

Allora venne inventato l’inesistente mercurio rosso.

Superando anche la mitica pietra filosofale come capacità, il mercurio rosso poteva:

-Trasformare l’uranio 238 nella sua controparte fissile, l’isotopo 235.

-Sostituirsi agli isotopi dell’idrogeno in una bomba nucleare.

-Rendere stealth ogni aereo, basta usare mercurio rosso nella vernice.

E, addirittura, sostituirsi a ogni materiale nucleare per creare ordigni atomici piccoli come palle da golf.

Naturalmente, gli sprovveduti che cercarono di comprare il mercurio rosso furono arrestati, o usati per demolire i gruppi a cui appartenevano, e fra di loro si sospetta ci fosse anche il famigerato Osama Bin Laden.

Negli anni, la mitica sostanza si guadagnò una fama anche nella cultura popolare, apparendo anche in videogiochi a tema bellico, come Act of War, e ha continuato ad esser menzionata anche oltre gli anni ’80, ’90 e 2000.

Ad oggi, il mercurio rosso sale raramente agli onori della cronaca, ma in certe parti del mondo è ancora menzionato.

In Arabia Saudita per esempio, nel 2009, ci fu un’enorme aumento del prezzo delle macchine per cucire, da 200 Ryal a 200.000.

Motivo? Il mercurio rosso.

Apparentemente, delle gang locali sparsero in giro la voce che le macchine da cucire contenenti mercurio rosso fossero di grandissimo valore se smontate per estrarlo, e che fosse possibile controllare la presenza del materiale nelle macchine semplicemente appoggiandoci un cellulare vicino.

Se il cellulare non aveva più campo, allora c’era del mercurio rosso nella macchina.

Il Qaher F-313

Che succede quando un regime dittatoriale, come è quello iraniano, si rende conto che il suo esercito è essenzialmente lo zimbello d’Asia assieme a quello nordcoreano?

Presto detto, si mente, si mente spudoratamente.

Questo è successo nel 2013, quando al cospetto dell’allora presidente Ahmadinejad venne presentato un presunto caccia stealth monoposto, di produzione locale iraniana.

Gli aeroplani di carta sono più realistici.

Colti da un mostruoso complesso di inferiorità verso i loro arcinemici americani, gli alti papaveri della politica e dell’esercito iraniano decisero di scimmiottare malamente quello che percepivano come il simbolo della supremazia americana, ovvero i loro caccia stealth.

E così, il Qaher F-313 venne mostrato alla stampa internazionale, incredibilmente senza sbottare a ridere.

I problemi cominciarono immediatamente, sia nella stampa generalista sia in quella specializzata.

Ci sono un milione di cose che non vanno in quel modellino a uso propaganda, dalla superficie alare troppo piccola all’avionica palesemente presa da un aeroplano da diporto (con tanto di tachimetro che non va oltre i 300 chilometri orari) ma la peggiore è l’atteggiamento del regime.

Quando tutto il mondo li ha, giustamente, presi in giro, il regime iraniano ha reagito ne più ne meno come farebbe un bambino viziato.

Ha raddoppiato la posta.

In un ridicolo video pubblicato dal regime, il presunto aereo si libra nell’aria con un’insolita grazia e leggerezza.

Peccato che quello che si vede non sia altro che un modellino.

Ma perché fermarsi qui?

Il regime, ha anche pubblicato una foto del potente Qaher in volo.

E io che pensavo che Paint non fosse adatto a falsificare una foto…

F-19

Sin dal 1962, i caccia statunitensi sono numerati in maniera consecutiva, a partire dal F-1 Fury.

Due soli numeri, nel tempo, non sono stati assegnati.

Il 13, per questioni di superstizione, e il 19.

Nel 1986, Testor, una ditta americana attiva nell’ambito del modellismo aeronautico, notò questa mancanza e la sfruttò per creare un modello di un presunto aereo segreto invisibile ai radar, chiamato F-19 Stealth Fighter.

Concept della prima iterazione del modellino del F-19.

La forma, elegante e liscia, era frutto di una mera supposizione da parte della Testor, la quale pensava che un aereo dovesse avere una forma simile per deflettere le onde radar.

Il modello ebbe un ottimo successo, e non solo commerciale.

Nello stesso periodo, intorno al modello in scala, si generò una serie di voci e teorie del complotto degne di X-Files.

La speculazione era che, in realtà, l’F-19 fosse un aereo spia invisibile ai radar, così segreto da rimanere tale nei decenni a seguire.

L’aviazione americana, notando queste voci, ne approfittò, e cominciò una delle migliori campagne di disinformazione che l’USAF abbia mai messo in atto.

Sfruttando la tendenza del complottismo a diffondersi a macchia d’olio, l’aviazione americana cominciò a lasciar trasparire dei presunti dettagli tecnici dell’inesistente F-19.

Questi dettagli, sempre più fantasiosi, avevano come scopo quello di ingannare la stampa americana e, più importante, eventuali spie sovietiche, riguardo l’esistenza di progetti ben più seri.

All’F-19 vennero attribuiti pian piano delle capacità sempre più inverosimili.

Dalla plausibile invisibilità radar si arrivò a supporre che l’aereo fosse invisibile alla luce visibile.

Da una velocità massime simile alla media dei caccia dell’epoca, si passò a parlare di un aereo in grado di arrivare a Mach 5, ben oltre i seimila chilometri orari.

La messinscena cadde, assieme a tutto il suo castello di carte cospirativo, quando nel 1987 venne rivelato al pubblico l’aereo la cui esistenza era stata coperta dalle dicerie sull’inesistente F-19.

Il cacciabombardiere F-117.

O è quello che vogliono farci credere?

Iron Man made in Ghana

Nella capitale del Ghana, Accra, si è svolta a inizio anno la 38th annual Technology Exhibition, e quello che è stato presentato al mondo è uno dei più ridicoli tentativi di emulare Tony Stark.

Tale Dr. Kwadwo Safo, un produttore di automobili del Ghana con una pessima reputazione, ha ritenuto di peggiorarla ulteriormente mostrando dei poveri soldati/attori “corazzati” aggirarsi davanti agli spettatori, presumibilmente imbarazzati, visto l’abbigliamento.

Non vi viene voglia di cantare la sigla dei Power Rangers?

Notare i presunti “cannoni” montati sugli avambracci, le lastre di latta buone per farci i tetti delle baracche che spacciano per placche corazzate, i fenomenali elmetti da motociclista con un’antenna appiccicata alla bene e meglio su un lato.

E si, il soldato alla destra ha uno degli inutili tubi che vanno dallo zaino alle gambe a penzoloni, si è staccato, ma la cosa sembra non influire sulla funzionalità del cosiddetto “esoscheletro”.

Chissà perchè.

Altra sorpresa che questo potente esoscheletro è in grado di fornire è in un terzo braccio, che spunta dallo zaino.

Hop-hop-gadget terzo braccio con mitra che punta nel nulla!

Certo, non c’è modo di premere il grilletto, se anche ci fosse non si potrebbe ricaricare, tantomeno si può pensare di mirare con quel coso, ma volete mettere? Somiglia così tanto alla Gatling di Warmachine…

La stessa parata, oltre ai cloni malfatti di Iron Man, ci presenta anche quello che vorrebbe passare per una sorta di…non ho idea cosa.

Ha una vaga somiglianza con ED-209, il nemico del primo Robocop, solo che a differenza di ED-209 questo aggeggio non si muove e in quanto a potenza di fuoco sembra avere solo un paio di “lanciarazzi”, circa, e un paio di fucili automatici letteralmente appoggiati sopra.

Come si faccia a farli funzionare è un mistero, visto che il grilletto è esterno, e non c’è modo di premerlo da dentro la cabina di pilotaggio, o presunta tale.

E con questa concludo questa carrellata di fregature.

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