Reddito di cittadinanza, parla Di Maio.

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Reddito di cittadinanza.

Si definisce tale, un reddito percepito da qualcuno in virtù solo ed esclusivamente dell’appartenenza alla comunità dei cittadini.

Non ci sono altri requisiti.

Nessuno, nemmeno mezzo.

Questo significa la locuzione “reddito di cittadinanza”, ed è questo che molti italiani hanno votato a marzo, dando la loro preferenza al Movimento 5 Stelle.

Un qualunque, seppur minuscolo requisito eventualmente richiesto in un provvedimento del genere lo trasformerebbe immediatamente in qualcos’altro.

Chiarito questo punto fondamentale, sentiamo cosa ci dice Di Maio, capo (circa) del Movimento 5 Stelle, al congresso UIL dello scorso 22 giugno.

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Noi siamo stati mandati in parlamento come forza politica dal 32% del paese per realizzare una misura che si chiama reddito di cittadinanza.

Bravo Di Maio, è vero, vi hanno mandato in Parlamento esattamente per quello scopo. Ci sarebbe da ridire che ti esprimi in maniera a dir poco ferina per un Ministro, ma non sottilizziamo, vai pure avanti.

Questo strumento crea tante, giuste, obiezioni.

Incredibile, sono d’accordo! Luigino, mi stupisci, vai avanti!

Perchè non lo conosciamo.

Rettifichiamo, TU non lo conosci. Chiunque abbia un minimo di sale in zucca e non sia obnubilato dalla fede politica sa bene di cosa si parla, non è che ci vuole un genio, ma vabbè, sorvoliamo, voglio immaginare che tu intendessi dire “non è stato provato”, continua.

E devo dire che c’erano obiezioni anche nell’altra forza politica con cui condividiamo questo governo ma poi gliele ho spiegate.

Ah bè, se gliele hai spiegate…

Ma spiegami una cosa, caro Luigino, ma non ti viene in mente che magari si tratta di un dare-avere?

La Lega non è che s’è fatta convincere dal signor nessuno che sei, anche da ministro, o dalle tue argomentazioni che causerebbero la bocciatura istantanea non all’università, ma alle medie, semplicemente avrà pensato “Concediamogli ‘sto reddito, così facciamo un governo che sono già due mesi che tentenniamo e così cominciamo a spaccare crani di immigrati negri”.

Mi sembra un’ipotesi un filo più ragionevole di Di Maio che illumina di conoscenza e diffonde il verbo.

L’obiettivo non è quello di dare soldi a qualcuno per starsene sul divano. L’obiettivo è un’altro.

E vorrei anche vedere!

E’ dire con molta franchezza, tu hai perso il tuo lavoro perché quel settore è finito oppure si è trasformato. Adesso ti è richiesto un percorso, per formarti, riqualificarti, ed essere inserito nei nuovi settori su cui stiamo facendo degli investimenti e dobbiamo fare degli investimenti.

Prego?

Il reddito di cittadinanza quindi adesso ha come scopo la reintroduzione nel mondo del lavoro? Non più le baggianate anarco-comunistoidi degli anni del blog?

Prima era perchè “Lo stipendio cacca pupù che ci rende schiavi” e adesso invece è per reintrodurre nel mondo del lavoro?

Per carità, mi fa piacere che tu abbia capito di aver detto cretinate per 6 anni di fila, ma mi sembra una bella inversione a U rispetto a quanto avete promesso agli elettori, o no?

Ma siccome hai dei figli, mentre ti formi, e mentre lo stato investe su di te, io ti do un reddito. In cambio, tu dai al tuo sindaco ogni settimana 8 ore lavorative gratuite in lavori di pubblica utilità.

Cioè, spiega un attimo.

Io perdo il lavoro, arriva lo Stato che mi forma, mi paga, io in cambio gli do 8 ore settimanali di lavoro gratis.

Ma…quindi è un semplicissimo sussidio per la disoccupazione.

Niente mistica utopica del reddito per ogni cittadino, niente fregnacce da hippy riciclato su argomenti invece seri come la dignità del lavoro, la sicurezza, la flessibilità…solo un miserabile sussidio alla disoccupazione con un nome diverso.

E’ uno strumento che ovviamente può muovere tante, tante obiezioni, però io ci credo molto.

 

E dobbiamo farlo insieme. Io chiedo anche a voi una mano su questa cosa perchè sul reddito di cittadinanza noi non arretreremo e ci metteremo insieme come forze politiche, come parti sociali, se vorrete, per realizzarlo senza che ci siano degli abusi.

A me la retorica del “non un passo indietro!” piace, ma nei film, nei fumetti, nei videogiochi, non certo nella vita vera.

Altro che “non arretreremo”, la realtà è un bullo peggiore di di te Luigi.

Ma poi, tu parli di “abusi”,  e ci sta, ma scordati di impedire che qualcuno (leggasi “quasi tutti”) dei beneficiari di questo finto reddito di cittadinanza non si trovi un lavoro in nero per fingersi poi disoccupato e prendere anche il reddito che lo stato gli offre.

Non è proprio possibile in meri termini numerici, almeno non nel breve-medio termine.

 

Perchè la vera grande questione è la riconversione di chi oggi ha bisogni di essere riqualificato e reinserito lavorativamente. Passa per i centri per l”impiego ma passa anche per un reddito, perché altrimenti staremo ad accettare qualsiasi tipo di lavoro, anche non retribuito, pur di sfamare nostro figlio.

E giù di applausi, complimenti alla UIL.

Ho già speso abbastanza parole per qualificare la mostruosa buffonata che è il reddito di cittadinanza “alla grillina”, ma due cose voglio farle notare ulteriormente.

Sembreranno sciocchezze di poco conto, ma da un Ministro mi aspetto qualcosa in più.

Anzitutto la parola “lavorativamente” non esiste.

Ma poi, Luigi, spiegami un pò, tu che sei bravo, come lo sfamo mio figlio se vado a lavorare senza essere retribuito?

Ma prepararli un filo meglio i  discorsi prima di fare errori del genere no?

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