Nuvole nell’armadio.

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Non ho mai amato i libri, di qualunque genere, che fossero scritti in modo sgangherato e pedante, la cui funzione sembrava essere esclusivamente quella di sfoggiare non un concetto, o un’opinione, ma la presunta “sapienza” dell’autore.

Frasi con una buona mezza dozzina di subordinate a seguito non erano rare, così come non era raro il fatto che si giungesse al punto in cui i periodi, già lunghissimi di loro, essenzialmente non venissero terminati, con effetti abbastanza esilaranti dal punto di vista della lettura.

D’altro canto, non sono nemmeno un fan dei libri scritti come se si trattasse di liste della spesa, privi di qualunque emotività o tono.

Per fortuna, niente di tutto questo lo troveremo in Nuvole nell’armadio.

Questa piccola raccolta di racconti del poeta Luigi M. Bruno riesce a catturare perfettamente il tono, e la giusta lunghezza, di ogni piccolo spaccato di vita vissuta che ci viene proposto in ogni racconto.

Con una prosa abile, e mai eccessiva, l’autore riesce a trasportare il fortunato lettore su un carosello di stati d’animo sinceri, mai artefatti, e soprattutto sempre ben trasposti di personaggio in personaggio.

L’unico vizio di Nuvole nell’armadio sono le sue ridotte dimensioni, appena 90 pagine, ma d’altronde cosa dice il proverbio?

E’ nella botte piccola che c’è il vino buono

 

 

 

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