Skripal, Putin e vecchi merletti.

pubblicato in: POLITICA ESTERA, PRIMO PIANO | 0
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Sergei Skripal, una ex-spia doppiogiochista del GRU (l’agenzia di Intelligence militare russa post-sovietica), è stato trovato in stato catatonico su una panchina a Salisbury assieme alla figlia di 33 anni, nell’Inghilterra centro-meridionale, lo scorso 4 marzo.

Una volta ospedalizzati, si è verificato che Skripal e sua figlia Yulia sono stati avvelenati dal gas nervino Novichok, di fabbricazione russa.

In aggiunta a Skripal e a sua figlia, altre 5 persone sono state avvelenate dal gas, fortunatamente in misura molto inferiore, anche se il detective Nick Bailey (che è stato inviato in casa di Skripal) è in condizioni serie, benché stabili.

La risposta britannica non si è fatta aspettare, e il Primo Ministro Theresa May ha inizialmente chiesto alla Russia delle spiegazioni (in una forma simile a un ultimatum, va detto.), visto che la produzione del Novichok è illegale secondo i trattati internazionali, e un suo impiego in un paese NATO è gravissimo, tantopiù che Skripal è cittadino britannico.

La Russia, in risposta a queste richieste, ha negato ogni coinvolgimento e, per bocca della portavoce del Ministero della Difesa Maria Zakharova, ha avvisato di non minacciare una potenza nucleare.

Curioso atteggiamento, vero?

Chiaramente le azioni di un leader di uno stato innocente.

 

Questa risposta, evidentemente sgradita al Regno Unito (e vorrei vedere…) ha causato un bel pò di pressione su Theresa May, la quale ha deciso, il 14 marzo, di mettere in atto una consistente serie di misure per colpire gli interessi russi nel Regno Unito.

Anzitutto sono stati espulsi 23 diplomatici russi, e già questo è un segno di grave tensione fra i due paesi, ma non finisce qui.

Sono state messe in atto altre misure, come:

  • Congelamento di tutti gli asset finanziari russi, nel caso si sospetti che possano essere usati per minacciare cittadini britannici o gli interessi nazionali del Regno unito.
  • Controlli più stringenti sui voli da e per la Russia, sia privati che cargo, o di linea.
  • Boicottaggio dei mondiali di calcio del 2018 in Russia.
  • Sospensione di tutti i rapporti bilaterali di alto livello fra Russia e Regno Unito.
  • Investimenti per 48 milioni di sterline in un nuovo centro per la difesa contro le armi chimiche.
  • Piani per nuove leggi contro le interferenze estere da parte di stati ostili.

E questo è un pò una sorpresa, perchè nessuno si aspettava una reazione tanto decisa.

Ovviamente la risposta russa non s’è fatta aspettare, e per ora comprende l’espulsione di 23 diplomatici britannici, la chiusura del British Council (definito “irregolare”. Certo. Se ne sono accorti guardacaso solo adesso.) ed è stata anche negata l’autorizzazione all’apertura di un consolato britannico a San Pietroburgo.

Ovviamente le autorità russe negano tutto ancora adesso e, tanto per cambiare, accusano l’altra parte in un modo che farebbe vergognare un bambino delle elementari.

Specchio riflesso, praticamente.

Questi, per ora, sono i fatti.

Interessanti però sono anche le obiezioni che si leggono in giro.

Putin non aveva interesse a far uccidere una spia in disuso come Skripal.

Vero, Skripal era fuori dal gioco da circa 15 anni quando fu catturato nel 2010, perciò il suo valore come spia era nullo.

Ma il punto non è quello.

Putin non sta cercando di far fuori spie doppiogiochiste, se fosse quello il problema potrebbe impiegare una pletora di metodi meno sconvenienti, e soprattutto meno ovvi.

Il gioco è un’altro.

Putin sta “sondando” la capacità occidentale di rispondere alle sue provocazioni, calcando sempre di più la mano, per vedere fin dove riesce a spingersi prima che l’Occidente democratico reagisca.

Un pò come Hitler negli anni ’30.

C’è anche una motivazione di tipo intimidatorio.

Il Novichok è un gas nervino evidente, addirittura ovvio, e rappresenta un potente messaggio a chi si azzarda a tradire Putin.

Il gas non è stato prodotto dalla Russia, ma dagli USA o dal Regno Unito, per incastrare la Russia.

E l’Area 51 è uno specchietto per i fessi, gli UFO stanno nell’Area 52 e ⅓.

Next.

Sono tutte fake news montate ad arte per far odiare la Russia.

Bisogna dirlo a Skripal, Yulia e agli altri coinvolti.

Sicuramente una volta saputo che non è vero che sono stati avvelenati balzeranno fuori dai loro letti, vispi come non mai.

E bisogna pure farlo presente a Theresa May, che non avrebbe alcun interesse a far detestare la Russia, al governo britannico, alle centinaia di poliziotti, agenti speciali antiterrorismo, reparti addestrati per combattere attacchi bio-chimici, ecc…

Per carità, io capisco la diffidenza verso gli organi d’informazione occidentali, che hanno rifilato non poche fregature ai lettori, anche in tempi recentissimi, ma le paturnie da complottisti sarebbe meglio lasciarle nella spazzatura dove meritano di stare.

Che poi io mi domando, e chiedo alle varie volpi che, a parole, sembrano aver capito tutto, ma se non vi fidate dei giornali occidentali (giustificatamente), come fate a fidarvi dei media russi, che sono quanto di più sfacciatamente fazioso esista, assieme a quelli cinesi?

Perchè il Regno Unito non sottopone delle prove agli organismi ONU competenti?

E chi l’ha detto che non lo fa?

Boris Johnson, Ministro degli Esteri britannico, ha chiaramente specificato che il Regno Unito invierà le prove che ha all’OPCW (Organization for the Prohibition of Chemical Weapons), in modo che vengano analizzate.

E il Regno Unito, chiariamo subito, non ha alcun obbligo di mostrare queste prove alla Russia.

Piuttosto il Cremlino dovrebbe spiegare come un agente chimico da loro inventato e prodotto sia arrivato a Salisbury.

E invece la Russia che fa?

Si contraddice, con ufficiali che asseriscono, alternativamente, che il Novichok non è mai stato messo in produzione o che le sue riserve sono state distrutte.

La Russia ha dichiarato di voler cooperare per risolvere la questione.

Dopo aver attaccato l’agenzia con cui dovrebbe cooperare mesi fa.

Motivo?

Perché detta agenzia doveva indagare sul possibile uso di armi chimiche da parte del regime di Assad, alleato della Russia.

Appare quindi abbastanza evidente che si tratta di mere parole, tese a prendere in giro la comunità internazionale, e recitare la parte di quelli che cooperano, contro i perfidi occidentali aggressori.

Senza contare la vomitevole propaganda anti-occidentale che Putin ha scatenato, abbastanza senza remore, da qualche anno a questa parte.

Non il miglior segno di volontà cooperativa.

 

Voi cosa ne pensate?

La Russia è innocente e si tratta tutto di una macchinazione NATO?

La NATO ha ragione?

 

 

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