Star Wars. Curiosità, parte prima.

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Avete mai avuto voglia, riguardo un film che avete visto e vi è piaciuto, di andare un pò più a fondo del semplice girato finale?

Spesso facendolo si scoprono molte cose interessanti, divertenti, o in certi casi anche tragiche, e la serie di Star Wars è una di quelle che è più ricca di queste piccole curiosità, spesso poco note al grande pubblico e talvolta addirittura invisibili (o quasi) nella pellicola.

Quindi, in questo articolo, ne vedremo alcune insieme, e come da tradizione della serie che stiamo trattando, comincerò dall’episodio IV, del 1977, il primo in ordine di uscita nelle sale.

 

La (quasi) guerra con la Libia.

Mentre venivano girate le scene su Tatooine, la cui location era il deserto al confine fra Tunisia e Libia, Lucas aveva bisogno di un modello non in scala dell’enorme veicolo dei mercanti Jawa, il cosiddetto Sandcrawler.

La scena infatti prevedeva che si vedesse una larga porzione di tale mezzo, a dimensioni reali.

Così si decise di costruire una grossa sezione del veicolo, grande abbastanza per essere filmato e dare l’illusione che l’intero veicolo fosse lì.

Il Sandcrawler, in dimensioni reali, doveva essere alto 20 metri, e lungo il doppio, senza contare la necessità di dotarlo di cingoli e di una sorta di “corazza”, o di qualcosa che gli somigliasse, per dargli un minimo di credibilità come mezzo adatto al clima desertico e ostile di Tatooine.

La parte inferiore del Sandcrawler costruita per le scene a grandezza naturale.

Cingoli, corazza, dimensioni enormi…nel 1977 prima che uscisse Star Wars chiunque avesse sentito una descrizione del genere avrebbe pensato a un qualche veicolo militare.

Ed infatti questo fu quello che pensarono le pattuglie militari libiche che, vedendo un mostro del genere in costruzione sul proprio confine, avvertirono il loro governo, il quale minacciò quello tunisino, parlando addirittura di rappresaglie e di una mobilitazione generale se il fantomatico “super carro armato” non fosse stato smantellato.

Il governo tunisino, indagando, scoprì la troupe di Lucas e gli chiese di spostare il set più all’interno, col modello del Sandcrawler.

Tatooine, il villagio tunisino.

Le rovine del set usato da Lucas per creare Tatooine, oggi meta di pallegrinaggi di fan delle serie di Star Wars.

La location scelta da Lucas come detto prima, è il deserto tunisino, ma il pianeta fittizio in cui è ambientata la prima parte di Star Wars episodio IV ha un suo equivalente qui, sulla Terra.

Infatti nelle scene che vediamo del film in cui si inquadrano le case di Zia Beru e Zio Owen (genitori adottivi di Luke nella storia) non vengono inquadrate delle case costruite partendo dalla fantasia solamente, ma vediamo case identiche alle case del villaggio tunisino di Tataouine, che ispirò Lucas per lo stile delle case da ricreare nel set.

Da anni ormai molti fan di Star Wars si recano in Tunisia proprio con l’intenzione di visitare la città e i resti del set, preservati dal clima desertico e dalla lontananza da molti centri abitati.

Questo stratagemma aiutò molto la parte iniziale del film, conferendo alla scenografia un grandissimo grado di realismo, appunto sfruttando secoli di architettura adatta a vivere nel deserto, sia quello tunisino sia quello di Tatooine.

Truppe d’assalto imperiali, armi inglesi.

Scena di una sparatoria all’interno della Morte Nera. Notare il fumo causato dai colpi a salve.

In episodio IV i soldati imperiali usano principalmente due tipi di armi, un tipo corto usato negli ambienti chiusi come la Morte Nera o le navi spaziali in generale, e un tipo lungo usato nelle scene ambientate all’esterno.

Entrambe le armi sono basate su armi vere, con piccole modifiche esterne per renderle più attinenti all’ambiente fantascientifico del film.

Il modello lungo è una mitragliatrice tedesca MG 34, mentre invece il modello corto è una mitraglietta inglese Sterling, col caricatore accorciato.

Altri esempi sono la famosa pistola di Han Solo, ricavata da una pistola tedesca del 1896, la C96 Mauser a cui è stato aggiunto un mirino a cannocchiale, una sorta di spegnifiamma conico sulla sommità della canna e alcune lamelle sopra l’alloggiamento del caricatore.

O anche l’arma usata da Greedo, che è una pistola americana, Ruger Mk 1 a cui è stata accorciata la canna, aggiunto un’altro strano spegnifiamma e altri pezzi abbastanza casuali sparsi sui fianchi e sopra l’arma.

Inoltre, in alcune scene è ben visibile un dettaglio abbastanza divertente, cioè i bossoli.

Lucas, per meglio rendere la concitazione delle scene d’azione in cui c’è una sparatoria, decise di caricare le armi con colpi a salve in modo da garantire la sorpresa degli attori, per poi eliminare in postproduzione gli effetti che avrebbero rovinato l’idea fantastica del film.

Tuttavia, talvolta, non si riuscì a eliminare i bossoli espulsi dalle armi o il fumo della polvere da sparo.

 

L’assalto alla Morte Nera (o a una diga?).

La bellissima sequenza in cui si vedono i caccia ribelli approcciare la super-arma del film, la temibile Morte Nera, è girata magistralmente.

La tensione dei momento prima dell’attacco, la tragedia delle inevitabili perdite fra i piloti ribelli, la delusione del primo assalto fallito al condotto di raffreddamento del reattore…scene indimenticabili, che fanno trasparire tutta l’abilità del regista.

Solo che questo regista non è George Lucas.

L’intera sequenza, addirittura a partire dal briefing prima della missione, è integralmente “copiata” da un film del 1955, “Dam Busters”, che parla di un fatto storico inerente la seconda guerra mondiale, noto come operazione Chastise, che aveva come obiettivo il bombardamento di varie dighe tedesche nella regione industriale della Ruhr, onde sommergere i campi circostanti e le aree industriali della zona.

Su Youtube è addirittura disponibile un montaggio che mostra le scene dei due film, fianco a fianco, evidenziandone la somiglianza.

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L’assaltatore imperiale sbadato.

Si sa, raramente una scena riesce come si vuole al primo ciak.

Anzi, spesso addirittura si deve scendere a compromessi, rendendosi conto che la scena è troppo difficile da rendere alla perfezione.

Questo è successo, ovviamente anche in Star Wars, e un esempio famoso di questa evenienza è presente in una scena in cui si vede un assaltatore imperiale che, vistosamente, sbatte l’elmetto contro una porta bassa.

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Nulla di sorprendente, gli elmi imperiali sono scomodissimi, e gli occhi di chi li indossa non coincidono coi fori nell’elmo, quindi è normale che sul set qualcuno possa avere problemi.

Tuttavia, curiosamente, col tempo il pubblico ha cominciato ad apprezzare la scena, che conferiva un velo di umanità ai terrificanti soldati imperiali, e così sin dal primo film si è formato una sorta di gruppo di fan accaniti, intenti a cercare scene del genere nei film seguenti.

A questo gruppo, Lucas ha voluto regalare un piccolo omaggio in Episodio 2, ricreando la scena con Jango Fett mentre sale sulla sua nave personale.

E con questo concludo questa piccola carrellata, assolutamente non esaustiva, di curiosità su un episodio di una delle serie più popolari della storia del cinema.

Al prossimo capitolo, e che la Forza sia con voi.

 

 

Volendo esplorare la parte più culturale del fenomeno che Star Wars ha iniziato, c’è questo ottimo articolo.

 

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